Esattamente un mese fa, con Legge Regionale 24 febbraio 2025, N. 4 “Tutela, conservazione e valorizzazione della flora autoctona della Sardegna” la flora spontanea della nostra isola trovava finalmente valorizzazione codificata in una norma scritta.
Un mese prima, il 9 gennaio, si spegneva Ignazio Camarda, che ne era stato ispiratore da quando nel 2008, aveva pubblicato, insieme a Franca Valsecchi “Alberi e arbusti spontanei della Sardegna”, un imprescindibile manuale di altissimo valore scientifico per conoscere lo straordinario patrimonio vegetale della Sardegna. Camarda è stato professore Ordinario di Botanica sistematica nel Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, ha avuto importanti incarichi a livello regionale e internazionale, ha fatto parte del comitato per la redazione del Piano paesaggistico e della Commissione per il paesaggio, ma per il suo prestigioso curriculum si rimanda alle numerose schede biografiche presenti in diversi siti web. Come una sorta di nemesi Camarda è morto un mese prima dell’approvazione di una legge che aveva caldeggiato da trent’anni circa.

Già Equilibri si è occupato di vegetazione spontanea, della sua importanza nella salvaguaria della biodiversità, in diversi articoli nel sito dell’Associazione e in iniziative e occasioni. In un articolo del 17 ottobre 2022 era stato suggerito un percorso da farsi verso lo Stagno di Santa Gilla a Elmas, nelle Vie Salicornia e Sa Mura 2, con informazioni e foto. Nel dicembre 2023, era stata realizzata la Mostra sulle Zone Umide con 11 pannelli esplicativi sulla loro importanza a livello globale e locale. Il 14 marzo 2024 è stato recensito il Manifesto del Terzo Paesaggio di Gilles Clément, un libro pubblicato in Francia nel 2004, e poi ripubblicato in diverse lingue, e in Italia nel 2014.
Ed oggi ad Elmas, con la primavera appena iniziata, e dopo le recenti piogge, basta fare qualche passeggiata verso Santa Caterina o verso lo Stagno (Via Salicornia, Sa Mura 2), per godere di una esplosione di fiori di diversa fattura e colori. È la multiforme e disordinata varietà della natura, dove la umile vegetazione dei marginali, quella che tutti noi chiamiamo erbaccia, perché ormai uniformati alla artificiosità dei prati costruiti, reclama la sua importanza e la sua bellezza.
La erbe spontanee, quelle che Clement chiama erbe vagabonde, catturano l’anidride carbonica, il famigerato CO2 che si dovrebbe contenere entro la media di 1,5° come suggerito dai principali organismi internazionali che si occupano di cambiamenti climatici, e attirano gli insetti impollinatori.
Di sotto una carrellata di foto di quelle presenti nel territorio di Elmas in questo inizio di primavera.
Introduzione: Tonino Sitzia
Classificazione scientifica: Anna Maria Tocco

Erba de porcu

Cadilloni pitticu








“Niente si crea, niente si distrugge, tutto si trasforma” (Lavoisier). È così che, in natura, le piante parassite hanno la loro funzione: insieme a microbi, funghi e insetti, riportano le sostanze nutritive alla terra dando origine a un ciclo perpetuo della materia.
Con questo articolo snellito da belle fotografie, ora della fioritura, diversificata e spontanea di primavera, cresciuta rigogliosa anche a Elmas, ne conosciamo i nomi.
Andando per i luoghi “marginali” del nostro villaggio tra la vegetazione “vagabonda”: ecco estesa l’erba viperina piantaginea, echium plantagineum dal fiore azzurro profondo con toni di viola. Così intenso e metafisico. O, più rado, qui e là nel gran verde il papavero comune, pabauli arrubiu: petali delicati d’un rosso vellutato, inimitabile. Mi limito a questi due, ma altri sono riportati e indicati nei percorsi.
“Non tocchiamo la flora spontanea” – un titolo, un monito.
Ma l’uomo è instancabile trasformatore assai più che rispettoso della natura. Essendo il suo ineluttabile destino connesso alla tecnica. Ecco le erbe e le piante sono e rimangono fedeli alla propria natura. E così gli animaletti, gli insetti e gli uccelli. L’uomo, invece, non lo è per niente fedele. Esso è il portatore continuo d’artificio dentro la natura della quale pure fa parte.